Genova, 2015

Via Roma "Il Consolato"

Il progetto riguarda gli interni dell’ufficio di un consolato, ospitato in un palazzo ottocentesco di pregio nel cuore di Genova. La sfida di partenza era precisa: l’edificio, pur conservando una facciata di carattere, aveva subito internamente pesanti trasformazioni strutturali che avevano cancellato le proporzioni e l’atmosfera originali, lasciando spazi anonimi e privi di identità.
Il programma funzionale richiedeva di concentrare in un unico appartamento tre destinazioni distinte — una sala riunioni, un ufficio ricettivo e uno studio privato — con la particolarità che quest’ultimo doveva poter accogliere il console anche per brevi soggiorni, non essendo lui residente in città. La risposta progettuale ha lavorato sulla stratificazione degli usi: una rete a divisione leggera separa la zona riunioni dalla reception, mantenendo fluidità visiva senza rinunciare alla distinzione degli ambienti.
Per i materiali si è scelto di restare in coerenza con il palazzo: pavimento in rovere a correre e tonalità neutre sulle pareti come base. A questo si è sovrapposto un lavoro cromatico mirato — alcune pareti colorate — per restituire profondità agli spazi compromessi. La selezione dei pezzi di design ha completato l’identità degli interni: la libreria di Gardella, la lampada di Le Corbusier, tappeti per temperare l’acustica e la freddezza del contesto, un divano letto che assolve con discrezione alla sua funzione senza tradire il registro istituzionale dell’insieme.

Il processo

1

Identità ritrovata

Uno spazio svuotato della sua storia ottocentesca è stato reinterpretato senza nostalgia, cercando un carattere proprio attraverso materiali, colore e oggetti di design selezionati con intenzione.

2

Funzioni plurime in un unico spazio

Riunione, accoglienza, lavoro privato e ospitalità occasionale convivono grazie a una distribuzione fluida e a separazioni leggere che non irrigidiscono ma definiscono.

3

Il design come postura istituzionale

Gardella, Le Corbusier, proporzioni controllate: la scelta dei pezzi non è decorativa ma culturale — un consolato che abita i propri spazi con autorevolezza e gusto.

Complesso rustico Collina di S. Giulia

Ambienti dove l’intimità si fonde con la luce, creando spazi pensati per accogliere ogni sfumatura del vivere quotidiano